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Nelle scorse settimane, è proseguita in Commissione il lavoro sui nuovi decreti attuativi del Jobs Act, dopo il parere – con alcune rilevanti osservazioni al Governo – dato a quelli sul riordino dei contratti e sulla conciliazione dei tempi maternità-vita-lavoro. Per il decreto n.176 sulle semplificazioni e pari opportunità, poi, sono stata nominata relatrice alla Camera: un grande onore e onere per me (al Senato il corrispettivo con cui mi “confronto” è proprio Sacconi) su cui sto lavorando con passione ed ascolto nei confronti dei tanti soggetti che abbiamo chiesto di audire, soprattutto per approfondire con una attenzione particolare alle parti sui lavoratori disabili e i controlli a distanza.

Come potete ben immaginare, il decreto 183 è molto ampio e complesso (si compone di tre Titoli, per un totale di 43 articoli) e i lavori sono ancora in corso. Mi concentro pertanto su alcuni punti, riservandomi i doverosi aggiornamenti in seguito:
Sui controlli a distanza ho voluto subito chiarire che, a mio parere, una opportunità produttiva non deve trasformarsi in un boomerang ed un arretramento dei diritti. Quelli che sono ormai a tutti gli effetti strumenti di lavoro, quali cellulari o tablet di ultima generazione, spesso sono anche oggetti della vita privata. Le possibilità di geolocalizzazione e di altre forme di controllo virtuale, possono quindi comportare il rischio di indebite profilature o monitoraggi del lavoratore.
Anche il Garante per la Privacy su questo è stato chiaro: i rischi ci sono. Per le nuove tecnologie 8 anni equivalgono ad un’era geologica: il Ministero per me non dovrebbe rifarsi esclusivamente a linee guida risalenti al 2007, che parlano di posta elettronica e poco altro, ma tenere presente anche le più recenti evoluzioni segnalate dal Garante stesso. Per questo bisogna riuscire ad impedire forme ingiustificate e invasive di controllo.
Per quanto riguarda i disabili stiamo lavorando anche conducendo un approfondìto confronto con i sistemi di tutela dell’occupazione e promozione dell’integrazione in vigore nei principali paesi europei. Nel testo arrivatoci dal Governo, vi sono certamente dei punti positivi: come la previsione di accordi territoriali (coinvolgendo tutte le parti, cioè datori di lavoro, sindacati e associazioni) per l’inserimento lavorativo, o l’individuazione di un responsabile della redazione di un progetto personalizzato, entrambe misure che vogliono rendere la risoluzione dei problemi più vicina al disabile e più incentrata sulle esigenze caso per caso. Anche la banca dati unica mi pare possa andare nel senso di una maggiore efficacia del collocamento mirato. E poi gli incentivi per le assunzioni. Su alcuni nodi critici è in corso un lavoro di sintesi, per arrivare ad un parere chiaro che contenga – come nel caso degli altri decreti – delle indicazioni chiare ed utili al Governo. Tra questi, la disciplina sulla chiamata nominativa per l’assunzione e sul calcolo per la quota d’obbligo dei lavoratori divenuti disabili dopo l’assunzione, o meno. Sotto a tutti questi ragionamenti, resta il grave problema delle “scoperture”, sia nel privato che nel pubblico, che purtroppo fa segnare un saldo negativo di partenza anche per effetto della crisi di questi anni.
Per quanto riguarda i due decreti precedenti (riordino dei contratti e conciliazione dei tempi maternità-vita-lavoro), in particolare, abbiamo sottolineato la possibilità di una ulteriore riduzione dei contratti esistenti (specie riguardo al lavoro intermittente), maggiori sanzioni per lo sforamento dei contratti a termine, un ritorno al testo della delega per quanto riguarda le mansioni, e l’estensione delle misure come la disoccupazione per i collaboratori anche al 2016. Altrettanto abbiamo chiesto la massima sollecitudine nel mettere in piedi strumenti come il credito d’imposta per le donne con figli minori o disabili non autosufficienti, nel repertimento delle risorse anche per il 2016 e in generale per promuovere la condivisione vera della genitorialità all’interno della coppia.
Visto la complessità e l’importanza di questi due decreti, ho provato a riassumere in un breve dossier (file pdf) gli elementi principali con alcune schede che ne facilitassero la lettura.

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