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Dopo la prima riunione a Roma con alcuni sindaci montani, insieme al Sottosegretario alle Poste e Telecomunicazioni, Antonello Giacomelli, abbiamo incontrando al MISE i vertici di Rai Way (società pubblica che possiede la rete di diffusione del segnale Rai e ha il compito di gestire e mantenere gli impianti di diffusione) e di Infratel S.p.a. (società in-house del Ministero che è soggetto attuatore dei Piani Banda Larga e Ultra Larga). 
Per noi, infatti, il problema della ricezione tv va affrontato insieme a quello della connettività nelle aree cosiddette ‘a fallimento di mercato’. In questo modo non si mettono più solo delle pezze, ma si può ribaltare il deficit in un’occasione per sviluppare soluzioni innovative, dando così risposte più efficaci e creando anche nuove opportunità per i territori. Il lavoro è avviato e le prospettive ci sono tutte, sia nell’immediato sia nel medio periodo. Intanto, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il piano che sblocca 3 miliardi per la banda ultralarga in 7300 comuni. Finalmente si vede una strategia nazionale, e non più solo la somma di piani territoriali. In questa cornice, credo che la provincia possa avere un ruolo. Bene quindi che anche in Regione Piemonte ci sia la voglia di recuperare il pesante ritardo ereditato dal passato e complicato dal passaggio dalle Comunità montane alle Unioni. Sono certa che, facendo convergere gli sforzi intorno a questi obiettivi, i risultati siano possibili e molto positivi per le nostre comunità.

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