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Alle passate elezioni è mancato un vincitore netto e i partiti si sono chiusi nella ricerca di formule per un Governo d’emergenza.
La discussione è sembrata tenersi soprattutto sul terreno della “tattica” o, dall’altro lato, sulle questioni più appetibili ai Media. Intanto, il mordere della Crisi e il merito delle soluzioni da trovare non è sembrato essere, per molti, una priorità.
I dati, invece, ci richiamano tutti alla dura realtà: il primo fra i problemi di oggi è certamente il lavoro.

Innanzitutto il lavoro che manca, anche a Cuneo.
Dall’ultima rilevazione dei Centri per l’Impiego, nel cuneese il numero dei non occupati iscritti alle liste di collocamento (senza tener conto di coloro che neppure più cercano lavoro) ha superato le 40 mila unità.

L’area più colpita è l’albese, dove si è passati dai 9.332 disoccupati del 2011 fino ai 12.060 del 2013, con un incremento del 29,23%. Segue l’area di Cuneo, con 7.413 disoccupati nel 2011 diventati 9.816 nel 2013 con un più 32,42%. Non migliore la situazione nel fossanese (più 22,99%), nel monregalese (più 26,33%) e nel saluzzese (con un incremento del 27,99%). Anche il lavoro che c’è, purtroppo, non è messo meglio. Nella Granda, le ore di cassa integrazione – fra ordinaria, straordinaria ed in deroga – sono cresciute nel primo trimestre del 41% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La scorsa settimana sono entrata a far parte della Commissione Lavoro della Camera. In quella sede, mi occuperò particolarmente di giovani: i soggetti più colpiti, insieme alle donne, dalla Crisi. Una vera emergenza generazionale, con un tasso di disoccupazione giovanile ancora salito al 38,4%.

Questo pomeriggio, si è tenuto il primo confronto con il Ministro Giovannini: alla luce dei numeri, abbiamo puntualizzato come il lavoro – ed un lavoro buono – per i giovani debba essere al primo posto nell’agenda del Governo. Abbiamo trovato nel Ministro disponibilità al confronto ed alla proposta; ora, dovrà seguire la prova dei fatti.

La discussione è entrata da subito nel merito di alcune misure, tra cui l’individuazione entro la settimana della copertura per la CIG in deroga, un pacchetto sulla disoccupazione giovanile entro giugno, una revisione della legge Fornero in tema di apprendistato, la definizione di un migliore modello scuola-lavoro, l’adeguamento dei servizi per l’impiego, l’ipotesi di staffetta generazionale. Ovviamente questi punti devono inserirsi nelle più ampie politiche di crescita e sviluppo, a livello nazionale e soprattutto europeo. Il Consiglio del prossimo 27 giugno a Bruxelles sarà, per questo, un appuntamento cruciale.

In questo dibattito, sono convinta che il pacchetto di 8 disegni di legge per il lavoro dei giovani che ho presentato con gli altri deputati PD under-35 rappresenti un contributo importante: proposte cruciali perchè nate dal confronto con oltre 50 associazioni attive nel lavoro giovanile e perchè dirette alle necessità di quella generazione di cui noi per primi facciamo parte e che rischia, oggi, di non avere un futuro.

Lavoreremo con tenacia perchè queste risposte non si facciano più attendere.

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