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Sono sempre stata contraria alla possibilità di inserire una discarica di amianto nelle cave dismesse di Roaschia. L’ho dichiarato sulla Stampa di Cuneo non appena è emersa questa ipotesi, e l’ho ribadito ad ogni occasione. Questo perché credo che gli investimenti fatti sul Parco delle Alpi Marittime, sul turismo e sul miglioramento della qualità della vita in Valle Gesso non possano essere vanificati da una decisione pubblica di così poco senso. Ma si tratta di una decisione, appunto, pubblica, sulla quale l’assessore regionale Valmaggia ha già chiarito sui giornali: senza il consenso del Comune la discarica non si farà. Da questo punto di vista, il sindaco Bruno Viale ha finora difeso con forza la tutela dell’ambiente, schierandosi in prima linea contro l’impianto.
 Nonostante questo, venerdì 17 marzo, a Roaschia, si è tenuto un incontro per parlare della discarica di amianto.
Uno strano incontro: senza la partecipazione né dell’assessore regionale, né del governo della provincia, né della sottoscritta o di altri che ci siano realmente interessati al Parco e alla questione di Roaschia fino ad oggi. Nessuno insomma col quale ci potesse essere un confronto proficuo, per il raggiungimento di una conclusione a questa già troppo discussa vicenda. Erano presenti invece il consigliere regionale di opposizione Franco Graglia e l’eurodeputato di Alberto Cirio, di Forza Italia, che non possono né promettere né garantire ai cittadini nulla che non sia stato già detto.
Quest’assemblea, che ha poi visto la partecipazione di tanti, sembra essere stato utile solo alla visibilità di qualcuno, tanto che lo stesso Presidente del Parco, Salsotto, ha dichiarato dalle pagine de La Stampa Cuneo che continuare a parlare della discarica in questo modo non fa altro che peggiorare la situazione, associando il nome del Comune all’amianto. L’iniziativa è stata una pessima idea per il territorio: ha creato disinformazione, ha prestato il fianco a chi non ha mai avuto reale interesse per il Parco, ha aumentato la confusione istituzionale. Si è addirittura consentito ad Alberto Cirio di dire che “risolverà lui la questione a Bruxelles”: peccato che continui a ripeterlo a tutte le iniziative a cui si presenta, per qualsiasi problema, che si parli di mucche o di rifiuti, tanto da diventare una barzelletta. È quello che succede quando si organizzano incontri senza un vero confronto, senza altri inviti né contraddittorio, con lo scopo incomprensibile di regalare una vetrina e un piedistallo a chi fino a ieri, della questione, non si era mai preoccupato. La fermezza con la quale tutti insieme diciamo NO alla discarica a Roaschia passa anche dal non consentire mai, mai, strumentalizzazioni sulla pelle dei cittadini.

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