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Il 12 aprile sono stata alla presentazione del bilancio sociale dell’ASL CN1, che arriva al termine di un processo riorganizzativo importante sia per migliorare i propri servizi verso i cittadini sia nel contesto del Piano di rientro della sanità piemontese, eredità della giunta Cota che ci è costata 7 anni di sacrifici.

Ho molto apprezzato gli sforzi fatti in questi anni. Quando il centrosinistra nel 2014 con Chiamparino ha assunto la guida della regione, ci siamo ritrovati nel mezzo di una procedura che metteva a rischio la funzionalità e l’universalità del nostro nostro sistema sanitario. Governare significa fare delle scelte e quando devi scegliere devi farlo con serietà e rigore.
Oggi possiamo dire che non solo si è riusciti a risalire la china ma Il risparmio è stato investito in salute. “Spendere male i soldi della sanità significa non curare le persone”, ha detto molto bene ieri l’assessore regionale Antonio Saitta rilanciando le sfide di ciò che sanità e sociale dovranno fare con il supporto della politica nei prossimi anni: la popolazione invecchia e serve un’attenzione maggiore è diversa rispetto alle criticità della terza età. Ringrazio per il lavoro fatto in questi anni l’assessore e il consigliere Paolo Allemano: a chi spiega che non ci sono differenze, questo è il modo migliore per spiegare che invece si, le differenze ci sono. E il mio più sentito ringraziamento va anche a tutto il personale di Aso e Asl CN1 che ha dimostrato la volontà di garantire prestazioni anche sperimentando modalità nuove, come le TAC e le risonanze serali per arginare i tempi delle liste di attesa, e una politica orientata all’efficienza con un turn-over che ha privilegiato l’assunzione di nuovi medici e infermieri rispetto a tecnici e amministrativi, e con l’unificazione degli acquisti e dei servizi.

Il bilancio presentato ieri ci dimostra che non solo si sono rimessi i conti in ordine ma ci sono anche prospettive positive per il futuro. Non possiamo più permetterci le storture di un sistema che per troppo tempo è stato fuori controllo, né che gli interessi della politica prevalgano sull’efficienza del servizio. La sanità pubblica è un bene comune e garantire la sua efficienza significa anche far vivere il dettato della nostra Costituzione.

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