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La parlamentare cuneese del Pd Chiara Gribaudo è relatrice in Commissione Lavoro di un’importante proposta di legge sull’agricoltura sociale.
L’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati o disabili, la fornitura di servizi sociali, terapeutici e formativi rivolti a minori, famiglie, anziani e categorie deboli: sono questi i contributi che il mondo dell’agricoltura oggi può dare sul fronte dell’inclusione sociale, affiancando la tradizionale figura del coltivatore diretto.

«Con questo provvedimento – spiega l’on.Gribaudo – si vuole normare e promuovere un vasto mondo che ad oggi non ha riconoscimento giuridico. Si parte innanzitutto dalla “multifunzionalità delle imprese” agricole, riconoscendo a questo settore, e alla molteplicità di soggetti che vi operano, sia la grande importanza economica che la potenzialità sociale». 

«Tra le finalità principali della proposta vi è l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, molto svantaggiati e disabili. Un impegno che andrà, però, a vantaggio delle intere comunità locali con azioni di abilitazione, di capacitazione, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili per la vita quotidiana. Una particolare attenzione viene data ai bambini in età prescolare e alle persone in difficoltà sociale, fisica e psichica. Questi soggetti, ma non solo loro, possono infatti trovare nelle attività sia una alternativa terapeutica che una opportunità educativa sui temi ambientali e alimentari, alla salvaguardia della biodiversità nonché alla diffusione della conoscenza del territorio attraverso, per esempio, l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche.»

«Molto importanti, a questo proposito, le forme di sostegno previste dal provvedimento, che coinvolgeranno da vicino gli Enti Locali, Regioni e Comuni in primis. Si va dalla possibilità per le mense scolastiche e ospedaliere di dare priorità ai prodotti dell’agricoltura sociale, ad una simile priorità nelle operazioni di alienazione e locazione dei terreni demaniali agricoli e di quelli appartenenti agli enti pubblici, a quella per favorire l’insediamento e lo sviluppo di attività con beni e nei terreni confiscati alle mafie.» 

«Alcune regioni hanno già legiferato in materia. Sono convinta che, specie dopo il cambio alla guida del Piemonte, anche una regione con una importantissima realtà agricola come la nostra potrà vedere maggiore attenzione e uno sviluppo di questa che è un’opportunità per tutti, a partire dalla predisposizione dei piani di sviluppo rurale.» 

«Alla luce di questi elementi, nonostante la nostra disponibilità al dialogo e ad accogliere tutte le segnalazioni, è risultato ancora una volta incomprensibile la scelta dei deputati 5 Stelle di astenersi e non dare il proprio contributo, ancor più su un tema così sensibile. Un nuovo chiamarsi fuori di cui daranno conto ai cittadini» ha concluso l’on.Chiara Gribaudo

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