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Quando chiude una fabbrica non si può mai gioire ma è comunque buona la notizia dell’intesa raggiunta tra Michelin e sindacati. Una soluzione di compromesso, ma l’esito è migliore dello scenario da cui si era partiti, avendo conquistato maggiori garanzie per i lavoratori. La politica ha accompagnato il lavoro tra le parti, ora deve fare un passo in più e guardare al dopo dell’indotto e degli impianti.
Intanto, per la ricollocazione dei lavoratori dello stabilimento di Fossano, si prevedono incentivi all’autoimprenditorialità, prepensionamenti e riqualificazione professionale esterna.
Sotto il profilo occupazionale, importanti anche la stabilizzazione degli interinali (120 a Cuneo e 160 Alessandria), il mantenimento in Italia della produzione dei cerchietti metallici e la conferma degli investimenti.
La contrattazione tra le parti è riuscita a trovare una soluzione per tutte le persone coinvolte. L’intesa sarà ora sottoposta, correttamente, all’approvazione dei dipendenti interessati.
Con le interrogazioni presentate alla Camera e al Senato avevamo ottenuto la disponibilità ottenuta dal Governo, qualora si fosse reso necessario un confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
Ora continueremo a seguire l’evolversi della vicenda disponibili al confronto con tutti i soggetti coinvolti in questa vasta riorganizzazione dalla Michelin, vigilando che gli impegni presi vengano mantenuti anche negli accordi aziendali. Dopo il lavoro dei sindacati, è infatti importante che la politica vada avanti, pensando da subito al sistema dell’indotto e ai siti che dovranno essere riutilizzati.

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