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Anche di fronte agli ultimi casi di cui è stato teatro il nostro territorio, specie a Monterosso Grana, insieme al collega Taricco, abbiamo interrogato il Ministro dell’interno per chiedere di individuare criteri qualitativi e di professionalità minimi per le attività di accoglienza degli immigrati sul nostro territorio rafforzando i controlli sul rispetto delle convenzioni. L’interrogazione chiede anche se non si ritenga necessario prevedere percorsi formativi ed un’abilitazione all’accoglienza per svolgere attività in quest’ambito.
Infatti, non c’è solo il tema della proporzionalità tra il numero di abitanti e quello dei richiedenti asilo, che pure deve essere mantenuto sotto controllo nell’interesse sia di chi accoglie sia di chi è accolto. C’è anche e soprattutto una questione legata al tipo di accoglienza che un paese civile come l’Italia deve saper erogare, evitando che possa diventare per qualcuno prevalentemente una occasione di business. Anche qui, sempre da realtà del nostro territorio come Ormea, sono giunti esempi di come questa delicata questione possa essere gestita positivamente ed efficacemente, con il contributo e il beneficio di tutte le parti in causa. Il punto è far sì che di fronte ad un fenomeno epocale, di fronte al quale l’Europa fatica drammaticamente a dare una risposta coordinata e comune, il sistema di risposte esca dalla logica emergenziale. L’Italia, partendo da Bruxelles per arrivare in molti dei suoi piccoli centri, è impegnata per questo. La nostra interrogazione, vuole essere pertanto un contributo per far sì che le soluzioni ai molti problemi che ancora ci sono possano trovare una risposta coerente con le intenzioni, tanto quanto rapida ed efficace nei suoi effetti. Continueremo, doverosamente, a seguire tutti gli sviluppi.

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