Seleziona una pagina

Il contrasto alla disoccupazione e la riforma del mercato del lavoro sono la priorità per tutto il Partito Democratico. Sarebbe però meglio evitare di lanciare proposte ancora fumose, come quella di rendere monco l’art.18 per i lavoratori.
Riteniamo che la sinistra abbia il dovere di allargare il campo dei diritti e delle tutele senza mettere in discussione il preesistente.
Per i giovani precari, in particolare, il problema non è certo quello di perdere con troppa facilità il lavoro: semmai di avere tutele contro il licenziamento ingiusto.
In un momento in cui i giovani pagano pesantemente le arretratezze dell’intero sistema, dovremmo essere al contrario capaci di costruire per loro un lavoro buono e giusto
Attendiamo di conoscere più nel dettaglio il Job Act del Segretario Matteo Renzi.
L’impressione è comunque che queste proposte rischino – come già altre in passato – di camminare sulla testa dei meccanismi contrattuali e della burocrazia del Lavoro, anziché sulle gambe della crescita economica e della creazione di impieghi di qualità.
L’indagine conoscitiva che abbiamo svolto in Commissione Lavoro della Camera, conclusa solo qualche settimana fa, ha confermato come tra i problemi vi sia innanzitutto quello dei redditi troppo bassi e diseguali, oltre alla pressoché totale assenza del Pubblico nella pianificazione e nel servizio all’impiego.
Proprio l’instabilità normativa è invece emersa come una delle cause di utilizzo scarso o improprio  da parte dei datori di lavoro degli strumenti già in uso – come ad esempio l’apprendistato, lo strumento di ingresso principale su cui far convergere le normative nazionali.
Il contrasto alla disoccupazione ed alla precarietà giovanile si conferma il primo punto della nostra agenda: la Segreteria, però, si cali nella realtà del mondo del lavoro migliorandola, non pensi solo a disegnarne un’altra su un foglio di carta.
Di bozze finite nel cestino, in questi anni, ne abbiamo forse avute troppe.

on. Chiara Gribaudo, on. Valentina Paris (PD)

X