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Sabato 8 marzo, abbiamo inaugurato la mostra “(Wo)manly jobs” (Donne al lavoro) di Laura Portinaro, che racconta come il lavoro delle donne spesso non sia quello che ci si aspetterebbe e che la divisione in compiti maschili e compiti femminili è già il primo stereotipo da cui liberarsi per costruire una vera parità.

“(Wo)manly Jobs” (qui è possibile vedere alcune fotografie)
Camioniste, poliziotte, carrozziere, vigili del fuoco, benzinaie, stalliere, elettriciste: in Italia, i mestieri tradizionalmente al maschile si declinano sempre più anche al femminile. E’ quanto emerge da uno studio della Camera di Commercio di Monza e Brianza (2011). Ad esempio, le artigiane con un lavoro ‘da uomo’, infatti, sono in crescita: in Italia ci sono 1.800 camioniste, 400 elettriciste, 1.100 tappezziere, 2.300 fabbre, 700 meccaniche, 140 idrauliche, 300 falegname e oltre 300 calzolaie. E con la crisi le donne riscoprono i mestieri tradizionali: tra le attività tradizionalmente associate alla figura maschile, in Italia ogni 18 nuovi elettricisti uno è donna, ogni 13 nuovi autotrasportatori uno è donna e ogni 26 nuove officine artigiane aperte nel 2010, una è donna.
Il progetto “(Wo)manly jobs” vuole descrivere questi cambiamenti in atto nel mondo del lavoro, presentando una serie di ritratti di donne con lavori tradizionalmente maschili come un’occasione per far conoscere un mondo che già esiste e contribuire a dargli visibilità, rafforzarlo e incentivarlo.
La rappresentatività deve essere legata alla dignità che va rivendicata a questi ruoli, spesso difficili e a volte pericolosi. Consapevolezza dell’esistenza e merito da attribuire alle donne che ricoprono queste mansioni con passione, dedizione e competenza. In questo modo, i preconcetti legati agli stereotipi di genere nel mondo del lavoro vengono pian piano depotenziati, nell’ottica di una maggiore rispondenza al vero e di maggiore apertura per il futuro verso mestieri che si identifichino per le competenze che richiedono, non per il sesso di chi le svolge.
E’ verso questa tendenza a una riduzione della segregazione orizzontale femminile e a una graduale compresenza e dialogo armonico tra uomini e donne che si deve evolvere il futuro. O, per dirla con le parole di Susanna Camusso, “è proprio in territori da sempre riservati agli uomini che le donne sono più richieste e possono sfondare”.

Biblioteca Civica Anna Frank – Borgo San Dalmazzo (CN)
La mostra è visibile nell’orario di apertura della Biblioteca Civica, fino al 31 marzo. [info e orari]

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