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E’ il 26 luglio 1943. Duccio Galimberti parla alla piazza e esorta ad una liberazione «dal basso», frutto di una «libera scelta». Solo così si potrà «riscattare gli italiani dalla vergogna di vent’anni di fascismo». Una dittatura che ha distrutto non solo la vita pubblica della nostra patria ma anche la sua dignità e il suo onore.
Quell’onore sarà poi riconquistato grazie al sacrificio di molti, tra cui il suo, ucciso dai fascisti diciassette mesi dopo.
Il giorno del discorso nel suo studio, che dava su quel balcone poi diventato uno dei luoghi simbolo della Resistenza, erano in tanti. «Amici e sinceri patrioti di diverso orientamento politico»: liberale, socialista, comunista, democristiano e del partito d’azione, uniti in un «comitato provinciale provvisorio per lanciare un appello alla nazione».

Per ritrovare quello spirito unitario e ricordare insieme quelle parole forti, per chi può, questa sera ci sarà un bello spettacolo dal titolo “Storia di Duccio. Un’ idea di libertà”.
In Piazza Galimberti a Cuneo ore 21.30.

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