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In un momento così grave per il Paese, queste elezioni politiche dovrebbero essere – al di là degli schieramenti – il primo momento per la ricostruzione di una visione comune tra la politica e i cittadini. Abbiamo bisogno di lasciarci alle spalle molte cose, a partire da questa crisi, la sensazione di privazione e di incertezza che essa porta con sé, per finire con i pessimi spettacoli che la politica ha dato di sé, trasversalmente, in questi grigi, ultimi 15 anni. Per recuperare, sotto il profilo economico come civile e democratico, l’Italia deve partecipare a questo cambiamento: ai cittadini non è consentito rifugiarsi nel disinteresse, i partiti devono tornare a svolgere pienamente quella funzione di mediazione e di organizzazione democratica che la Costituzione affida loro.

Questa la teoria. Poi ci sono le scelte, le persone, le differenze.

Quindi, mentre la destra di Berlusconi pensava ai suoi piccoli interessi clientelari e ci impediva di votare con una legge elettorale degna di un Paese civile, il Partito Democratico, convocava le Primarie. Prima perché i cittadini scegliessero il capo della coalizione, poi, il 29 e il 30 dicembre, per decidere i propri candidati in Parlamento, per ogni provincia italiana.

Le differenze tra gli schieramenti politici, normalmente, dovrebbero nascere innanzi tutto sui programmi. Ma non è il nostro caso: la destra italiana soffre ancora di troppe incoerenze tra il suo agire politico e la democrazia costituzionale.

E’ in questo contesto che ho deciso di candidarmi alle elezioni Primarie, nella mia provincia. Perché ho colto, in questo atto di apertura ai cittadini, un momento nel quale non tirarsi indietro, come amministratrice di un piccolo comune, come giovane appassionata di politica.

Cuneo è una realtà difficile, per la sinistra, per il Partito Democratico. Ma io credo che, sempre di più, le idee che animano il fronte progressista, faranno parte del futuro del nostro territorio. Perché c’è bisogno di progettualità, non di paura; di Europa e non di campanilismi; di uguaglianza sociale e tutele, non dell’idea che ognuno si debba salvare da solo, anche a danno altrui.

Cuneo, come molti altri territori del nord del Paese, ha molte risorse – umane, ambientali, produttive, infrastrutturali -, ma non può immaginare che queste restino intatte e immutate nel tempo. Uno sforzo dovrà essere fatto per restare competitivi, su scale globale e locale, per continuare a garantire sviluppo e qualità della vita alle imprese e ai cittadini cuneesi.

Il Partito Democratico, a Cuneo, ha messo in campo, con l’occasione delle Primarie per i Parlamentari, un bagaglio enorme di esperienze e proposte, rappresentato dai suoi candidati.

Io mi sono messa in gioco per aggiungere, alla proposta politica del partito in cui milito, il punto di vista di una generazione e in particolare di chi vive – da giovane – la nostra provincia. Credo nella necessità che la politica ascolti e dia voce a questo punto di vista, senza il quale non si costruisce nessun futuro comune.

La montagna, gli investimenti in cultura e in innovazione, il valore inalienabile del lavoro, l’ambiente. Sono le nostre priorità, ma non sono soltanto parole d’ordine: sono vite, luoghi, storie di lavoro, passione, creatività, spesso anche di grande difficoltà.

Con l’intenzione di rappresentare queste persone, oltre che queste idee, ho affrontato la sfida delle primarie. Il 29 dicembre, 1430 elettori del PD cuneese hanno scelto di votarmi. Questo risultato mi ha portato ad essere candidata per il PD nel collegio del Piemonte 2, in decima posizione.

E’ un grande onore, per me, potere affrontare questa campagna elettorale da candidata, assieme a tutte le persone che mi hanno sostenuto e che voglio ringraziare, ancora un volta, grazie a questo strumento. Riempiremo coi nostri contenuti questo mese di confronto con i cittadini. Saremo nelle piazze, nei luoghi di lavoro, di studio e pure online, per raccontare la nostra idea di futuro, per costruire l’Italia giusta.

Una campagna elettorale serve certamente a motivare al voto, ma è anche un’occasione di incontro, un modo per avvicinarsi, per fare vivere e costruire reti, antiche e più recenti alleanze nella società. Io, almeno, la interpreterò in questo modo, e lo spazio del sito in questo senso verrà utilizzato: come un catalizzatore di idee, riflessioni, proposte programmatiche, per le quali mi impegnerò da adesso in poi, durante la mia attività politica, sul territorio cuneese, regionale, nazionale.

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